DOVE SI PRODUCE OLIO EXTRA VERGINE DI QUALITA’, CAROVIGNO

L’origine del nome di Carovigno (dal greco “karpina” ovvero “fruttifera”) fa comprendere che la zona era già nell’antichità famosa per la produzione di olio, vino, mandorle e fichi. E ancora oggi l’industria olearia locale si distingue per l’elevata qualità dell’olio extra vergine. Carovigno, a pochi chilometri a nord di Brindisi, può però vantare anche un lungo tratto di costa, più di venti chilometri lungo i quali si incontrano sia rinomate località turistiche, come Torre S. Sabina, sia la splendida oasi ecologica di Guaceto, dichiarata “zona umida di rilevanza internazionale”. Sul punto più alto della città, strategicamente più adatto alla difesa, sorge il castello Dentice di Frasso di origine normanna, costruito intorno a una preesistente torre di avvistamento.Il castello si presenta a pianta triangolare, con una torre quadrata sul vertice orientale, una circolare sul vertice occidentale e una “a mandorla” sul vertice settentrionale. Dall’alto delle torri si domina tutta la fascia costiera che si estende da Torre Canne sino a Brindisi. A fianco del Castello si trova la chiesa di S. Anna, eretta tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, ornata da un grazioso portale e da un magnifico rosone, restaurata nei primi anni del Novecento nel rispetto dell’originale struttura. La città era un tempo cinta da mura, erette tra il XVI e il XV secolo, di cui restano ampi tratti. Il percorso delle mura è contrassegnato da due torri quadrate e da due rotonde. A fianco del castello si apre la Porta Ostuni (o Porta Nuova) che dà accesso al centro storico dalla parte nord. Sul lato opposto, un’antica torre quadrangolare e la torre dell’orologio del XVIII secolo fiancheggiano Porta Brindisi, costituita da due strutture, una interna di età angioina ed una esterna risalente al Cinquecento. Il centro di Carovigno si è sviluppato, probabilmente in epoca medievale, intorno alla chiesa di S. Angelo, un tempo chiesa parrocchiale della città. Costruita sui resti di un antico tempio pagano e più volte rimaneggiata oggi conserva solo alcune tracce dell’antica struttura. In pieno centro, sull’asse viario che taglia diagonalmente l’abitato tra Porta Brindisi e Porta Nuova, sorge la Chiesa Madre dedicata all’Assunta. L’edificio attuale risulta dal rifacimento ottocentesco di una chiesa risalente al XIV secolo, poi ampliata e abbellita nei secoli successivi.

Delle antiche strutture restano l’abside rinascimentale, un frammento del portale con angelo in rilievo e lo splendido rosone su quella che un tempo era la facciata principale, oggi racchiusa tra palazzi barocchi che ne limitano la visibilità. Una delle tradizioni più sentite di Carovigno è sicuramente la “Nzegna”, legata al culto della Madonna di Belvedere, icona di origine bizantina venerata nel santuario alla periferia di Carovigno. La Nzegna è una preghiera rivolta alla Madonna da due sbandieratori (appartenenti da generazioni alla stessa famiglia), il lunedì e il martedì di Pasqua in città e il sabato successivo al santuario, durante la quale viene lanciato in aria un bastone con una bandiera multicolore decorata con simboli che richiamano il culto della Vergine. Lungo la costa la frazione Torre S. Sabina, oggi rinomato villaggio turistico, testimonia la presenza di un insediamento lungo la via Traiana per Brindisi già adibito a ricovero per viandanti e per cavalli in epoca romana, rimaneggiato nel medioevo e successivamente integrato nel Cinquecento dalla torre tuttora esistente. Autentico gioiello ambientale del litorale di Carovigno, infine, è l’oasi ecologica di Guaceto.

Punto principale dell’area protetta è la torre del XV secolo, costruita a difesa del litorale su un piccolo promontorio, tra due splendide insenature. Attualmente la torre è sede di un osservatorio del WWF e di un piccolo museo dedicato alle numerose specie di flora e di fauna tipiche della zona. Qui, infatti, in un ambiente incontaminato in cui si ritrova tutta l’antica bellezza della costa adriatica, convivono boschi di latifoglie e macchia mediterranea, insieme a tartarughe, ramarri, beccaccini, anatre, gabbiani e uccelli migratori.

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