GANGI E LA SUA STORIA

I Cretesi, intorno al 1200 A.C., fondarono la città di Engyon, edificandovi un tempio dedicato alle Dee Madri. Questo, diventato famoso, si arricchì di tesori: dell’asta ed dei cimieri di Merione, nipote di Minosse, e delle armi di Ulisse ( Plutarco, Vite Parallele ); e poi delle corazze e degli scudi di Scipione l’Africano. Governatore Verre, il tempio venne spogliato dei suoi tesori, e questo episodio è ricordato da Cicerone nelle sue “Verrine”, dove, parlando degli abitanti di Engium, nome latino di Engyon, li definisce “Engini fortes honestique viri”. La Storia, quindi, attraverso i documenti, ci indica che nel 1195 Gangi apparteneva alla contea di Geraci, e che dalla metà del XIII secolo e fino al 1625, apparterrà ai Ventimiglia. Alla loro dominazione risale la definizione del Castello e la realizzazione della Torre quadrata, oggi nota come Torre dei Ventimiglia.
All’inizio del XVI secolo Gangi contava una popolazione di circa 3200 abitanti. Il Cinquecento ed il Seicento sono periodi di grande evoluzione sul piano sociale e culturale ( è il periodo dello “Zoppo di Gangi”).
Gangi passa, intanto, nel 1625 dalla signoria dei Ventimiglia a quella dei Graffeo, e, quindi, nel 1677 ai Valguarnera. Il Settecento, caratterizzato dalla presenza di numerose Accademie di letterati, tra le quali “L’Accademia degli Industriosi”( 1758 ), e di numerosi altri artisti, come il Quattrocchi ( “Gangitanus sculptor”), costituisce uno dei momenti culturalmente più importanti della Storia di Gangi.
Nello stesso secolo si costruiscono alcuni Palazzi nobiliari e tra questi Palazzo Bongiorno ( affrescato dal romano Fumagalli ), ed in seguito i palazzi Sgadari e Mocciaro. Agli inizi dell’800 gli abitanti erano 9500, più di adesso. Il resto è storia moderna: l’Unità d’Italia, il lento decadere dell’aristocrazia e dei loro feudi, il Fascismo, il Prefetto Mori, l’arrivo degli Americani, ecc..

Monumenti
– Palazzo Bongiorno;
– Torre dei Ventimiglia;
– Palazzo Sgadari: Museo archeologico, Pinacoteca Giambecchina, Museo delle armi, Museo etno-antropologico.
– Santuario dello Spirito Santo ( XVI sec.);
– Chiesa Madre ( XV sec. ), con opere del Quattrocchi, la cripta dei “Parrini murti”, ecc.;
– Chiesa della Madonna della Catena ( XV sec. ), affrescata da G. Salerno – opere del Quattrocchi ed una Madonna di “Scuola Gaginiana”.
– Chiesa di San Cataldo ( XV sec. ),
– Chiesa della Badia ( XVIII sec. ),
– Il Calvario ( 1861 )
– Il Castello ( XIV sec. )

Festività
La Domenica delle Palme, che, con la grande e suggestiva Processione delle Palme, apre i riti della Settimana Santa; La Festa dello Spirito Santo, celebrata l’indomani della Pentecoste. Momento culminante la spettacolare processione con la partecipazione di circa quaranta statue di Santi, portate a spalle, che si recano al Santuario per ringraziare lo Spirito Santo per il dono della santità.

Tradizioni
Sagra della Spiga – 2ª domenica di Agosto

Eventi
“Vivere in Assisi” – Ottobre -Rievocazione della vita di Francesco d’Assisi
Natale: “Il concerto delle campane di Gangi”
Le campane di 11 campanili suonano come gli strumenti di una grande orchestra

ANNO 2009
Gangi, paese del Giudizio Universale 1629 – 2009
L’opera del Salerno, ospitata nella Chiesa Madre, costituisce uno degli esempi più significativi della pittura del primo Seicento in Sicilia, e ciò che contribuisce a renderla ancora più interessante è il fatto di costituire uno dei rari “Giudizi Universali” su tela presenti in Italia, essendo tutti gli altri, in prevalenza, degli affreschi.
Le sue grandi dimensioni ( 5m x 4m ) suscitano una grande meraviglia in chi la guarda per il grande equilibrio e l’armonia che l’artista è riuscito ad esprimervi, nonostante la difficoltà del soggetto.
L’artista, in questa grande “visione”, ha voluto dare una particolare chiave di lettura sia della Parusia ( la Seconda Venuta ), sia della Deesis ( la Supplica ), nonché nella classificazione delle colpe.
www.comune.gangi.pa.it

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