Il paese che non c’e’, Oggebbio

L’antica Eugebium, la terra della buona vita, in realtà non c’è. Oggebbio è solo il toponimo con cui si indica il manipolo di quindici piccole frazioni distribuite sulla riva del Lago Maggiore e su un dolce pianoro a mezza costa verso la montagna (a pochi chilometri dal confine svizzero di Piaggio Valmara).
Su di esse svetta il più alto campanile dell’Alto Verbano: è quello della parrocchia di Gonte, alto 42 metri. Girovagando per i minuscoli borghi di Oggebbio ci s’imbatte in molte fontane, lavatoi, orti, cappellette e tabernacoli, alberi da frutto, qualche ulivo e antichi vigneti. Il capoluogo è Gonte dove si trovano il Municipio, qualche negozio e alcuni esercizi. Parecchie sono le ville famose alla fine del secolo scorso presenti sul territorio: quella del banchiere Synading e del pascià Draneht, dignitario del vicerè d’Egitto. Un angolo d’oriente sulle rive del Lago Maggiore.

Una tradizione locale racconta che Giuseppe Verdi, ospite della Villa del pascià, vi trasse ispirazione per la composizione dell’Aida. Più recente la casa del pittore Xanti Schawinsky, artista del Bauhaus, che espresse nelle sue tele le profonde luminosità del lago. Turismo, arte e fiori sono le ricchezze di Oggebbio oggi.

PER INFORMAZIONI www.comune.oggebbio.vb.it

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