LETTONIA, FORZA E TRASFORMAZIONE

Il territorio della Lettonia è pianeggiante e in gran parte paludoso, e si affaccia sul Mar Baltico. Circa il 40% del territorio è coperto da foreste, abitate da alci, cervi, cinghiali, lupi, linci, orsi bruni, castori e lontre nei corsi d’acqua. Lungo la costa vivono le foche; la Lettonia ospita poi anche, cosa abbastanza singolare, 6500 coppie di cicogne bianche. L’unico parco nazionale è situato nella valle del fiume Gauja, a est di Riga, e offre bellissimi panorami e sentieri da percorrere a piedi; si possono poi praticare canoa, escursioni a cavallo e birdwatching. La stessa valle è un centro per gli sport invernali, con una pista di bob e una pista per il salto con gli sci. A Riga si può pattinare su ghiaccio all’aperto.

Le mete più interessanti sono Riga, una città molto vivace con un prezioso quartiere storico chiamato Vecriga; Jurmala, una riviera di 20 km che comprende diverse cittadine balneari; Sigulda, la principale via d’accesso al parco nazionale del Gauja, con una serie di castelli medievali e grotte leggendarie; Bauska con il suo famoso castello, fortezza dei cavalieri livorniani; Kuldiga, antico insediamento dei curi, con la più ampia cascata d’Europa.

Il lettone è una lingua di ceppo baltico. Solo poco più della metà della popolazione è di madrelingua lettone, anche perché nelle città principali i lettoni sono numericamente inferiori ai russi. Oltre 200.000 lettoni sono emigrati all’estero, soprattutto in Australia, Canada, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

La cucina lettone si basa su patate, cereali, uova, formaggi e pesce, spesso affumicato, come l’aringa, l’anguilla e la sardina. Molto diffuse anche le zuppe. Tipici i dolci con i frutti di bosco freschi. Un liquore tradizionale e molto alcoolico è il Balsamo Nero di Riga, spesso e nerissimo, dal gusto molto forte.

E’ un paese in rapida trasformazione, una destinazione d’elite che vale la pena di visitare quando ancora non è stato raggiunta e alterata dal turismo di massa.

 

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