NON LE “ROVINE” DI UNA CITTÀ ROMANA, MA “UNA” CITTÀ ROMANA, POMPEI

A volte si può abusare della definizione di “luogo unico al mondo”, ma certo non nel caso di Pompei, la città romana sepolta da una terrificante eruzione del Vesuvio, giunta fino a noi miracolosamente intatta. La città venne infatti letteralmente sotterrata non da una distruttiva colata lavica, bensì da sei metri di cenere finissima, che pur sterminando gli abitanti, lasciò tutto il resto intatto: dagli affreschi ai mosaici, dalle statue alle terme, dalle piccole case dei popolani al grandioso anfiteatro. Di fatto, Pompei rappresenta l’unica città romana giunta fino a noi intatta nella sua interezza: qui non è necessario “immaginare o ricostruire”, basandosi su ruderi più o meno ben conservati, ma basta “guardare”. Grazie a buone strutture recettive, un soggiorno a Pompei permetterà di apprezzare anche i suoi suggestivi dintorni, a cominciare dal Golfo di Napoli, con le isole di Capri, Ischia e Procida. 
Fondata probabilmente dall’antico popolo degli Oschi, od Osci, già a partire dal VII secolo a.C. Pompei fu un importante centro commerciale, divenendo colonia romana nel 91 a.C. Una città florida, ricca di sontuose dimore e grandiosi edifici pubblici, letteralmente cancellata dalla faccia della terra dalla furia della natura. La mattina del 24 agosto del 79 d.C. un impressionante boato scosse la terra: dal Vesuvio una nube di gas e pomici si proiettò in alto, simile ad un immenso pino, oscurando il cielo. Una pioggia di lapilli e frammenti litici cominciò a ricoprire Pompei, iniziando a far crollare i tetti. Verso le ore 7,30 del 25 agosto, quando ormai lo strato di cenere aveva raggiunto i due metri d’altezza, il Vesuvio eruttò un’immane scarica di gas tossici e cenere ardente, che investirono in pieno la città. La cenere finissima si insinuò ovunque, aderendo alle forme dei corpi e alle pieghe delle vesti, uccidendo qualsiasi forma di vita, in una sorta di soffio mortale. Un “soffio” che, viceversa, non danneggiò gli edifici e i monumenti, pur seppellendoli sotto sei metri di cenere. Due giorni dopo, dell’antica città non rimaneva che un’irreale e uniforme distesa biancastra.

Gli scavi per riportare alla luce l’antica Pompei iniziarono nel 1748, ma solo con l’Unità d’Italia, a partire dal 1861, furono portati avanti con criteri scientifici, introducendo tra l’altro il metodo dei calchi in gesso, che consentì di recuperare addirittura l’immagine delle vittime dell’eruzione! Accanto alla Pompei moderna, nata sul finire dell’800, l’area archeologica si stende su ben 65 ettari, di cui 45 già scavati. Un luogo dal fascino indescrivibile, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: camminando lungo le vie dell’antica Pompei, ci si troverà circondati non da “ruderi o rovine”, ma da un’intera e intatta città romana. Sarà possibile seguire itinerari tematici – le case private, gli edifici pubblici, la pittura, la vita quotidiana, le ville… – con luoghi d’eccezione: il più antico anfiteatro conosciuto, edificato nell’80 a.C.; la splendida Casa del Fauno, tra le più lussuose della città; le decorate Terme del Foro; lunghi tratti di strade lastricate; l’affrescato Tempio di Iside; la superba e affrescata Villa dei Misteri; la sfarzosa Casa dei Vettii, in una continua, esaltante scoperta.

Un soggiorno a Pompei deve ovviamente comprendere anche una visita al Vesuvio, tutelato dall’omonimo parco nazionale. Addirittura, sarà possibile raggiungere l’orlo del cratere, a 1281 metri di quota: uno scenario da far rabbrividire, impressionante, da vera “porta degli inferi”, che da solo vale il viaggio.

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