RAPALLO E IL GOLFO DEL TIGULLIO

Per comprendere ed apprezzare a pieno questa terra bisogna sapere innanzitutto che i Liguri sono uno dei popoli più antichi del Mediterraneo, come testimoniano le tracce trovate nelle grotte risalenti al paleolitico, il periodo dell’uomo di Nearderthal. (v. grotta dei Balzi Rossi) Il Golfo del Tigullio, situato a levante dell’arco ligure è racchiuso tra il promontorio di Portofino e quello di Sestri Levante; nel cuore di questo Golfo, protetto da un anfiteatro montuoso ricoperto da uno dei più grandi parchi naturali di “ lecci” (querce), nasce in epoca preromana il “Borgo di Rapallo”.La sua posizione geografica, e le brezze marine che rinfrescano l’estate mitigando l’inverno, fanno sì che goda di un microclima particolare, il sole poi, che lo illumina sino al tramonto e il “Montallegro” che lo protegge dai venti del nord, gli concedono, nel periodo invernale, un 3 gradi di differenza rispetto ai vicini Santa Margherita e Portofino. Questo clima ha dato vita ad una vegetazione sempreverde, come il pino marittimo, l’ulivo, le palme, i cipressi, l’alloro, il corbezzolo, l’erica….
Lungo il mare, Rapallo si sviluppa tra la spiaggia del “Castello dei Sogni” (levante) e le due caratteristiche spiagge di Prelo e Trelo, situate nella baia di San Michele di Pagana (ponente). Tali gioielli non sono visibili dai turisti che percorrono la strada panoramica, quasi restassero in attesa di coloro che, volendo conoscere più a fondo il territorio, abbandonano l’automobile.

Percorrendo a piedi questo lembo di costa e partendo da levante, dove inizia la pedonale Via Avenaggi, si possono ammirare tutte le piccole spiagge, le insenature e le antiche ville dai colori caratteristici di questa terra. Chi poi volesse allungare leggermente il percorso, può spingersi all’interno dell’adiacente Parco Casale ove nelle sale di “Villa Tigullio”, di proprietà del Comune, si può visitare il Museo del merletto.

Arte antica di preziosi pizzi al tombolo di cui il Borgo era già famoso nei secoli XIII e XIV, trine decorative per abiti e lenzuola in cui le donne di Rapallo diventarono intorno al Cinquecento maestre di creazioni uniche. Continuando il percorso, alla fine della pedonale Via Avenaggi, troviamo alla nostra destra, il Monastero delle Clarisse, risalente al 1633, attualmente adibito a Teatro, con 265 posti, denominato Auditorium delle Clarisse in grado di ospitare manifestazioni congressuali, spettacoli di prosa, cinema e concerti. Alla sinistra, campeggia adagiato sul mare “il Castello” simbolo della città.

La costruzione risale alla seconda metà del XVI secolo dopo che Rapallo subì nel 1549 l’attacco e il saccheggio del turco Dragut; la città prima di tale costruzione era difesa da mura e torri di avvistamento. Di tali mura oggi è visibile solo, alla fine della “Passeggiata a mare “ la porta delle Saline. Percorrendo invece il lungomare, si trova a metà percorso, la “Casa Garibalda” risalente al XIV secolo, sede nel 1608 del “Capitaneato di Rapallo” che esercitava il suo controllo da Chiavari a Santa Margherita, Portofino, Camogli sino ai confini con Recco. Adiacente la Garibalda è visibile “il Chiosco della Musica”, caratteristica costruzione circolare in tono liberty che i “rapallini” emigrati in Cile vollero finanziare e donare, nel 1929, alla loro città natale quale sede di concerti musicali bandistici. (progetto geom. Luigi Devoto) Oggi la Passeggiata è una vetrina di bar, ristoranti ed alberghi affacciati sul mare, ove i turisti si siedono al sole a gustare un gelato, ripartendo magari distrattamente senza aver dato un’ occhiata agli splendidi palazzi che qui son stati costruiti dalle ricche famiglie liguri, facciate sontuosamente dipinte e decorate. Non tutti infatti sanno che i colori e i fregi delle tipiche case liguri non erano eseguiti a caso, ma in base al censo dei loro proprietari. E’ per questo che, ad esempio, le facciate della vicina S. Margherita, in passato abitata da famiglie modeste di pescatori, sono molto più semplici a differenza di altri Borghi, come Rapallo, sede di Podesteria (1203) e Capitaneato. Ed ora, alla fine del Lungomare, troviamo quella che abbiamo accennato essere, l’unica delle cinque porte delle antiche mura che proteggevano Rapallo: la Porta delle Saline. (Le altre quattro erano: La “Porta Occidentale”, detta anche “degli orti”; La “Porta Aquilonare” o “di Sant’Antonio” vicino all’ospedale omonimo, oggi Municipio; La “Porta di Pozzarello”, detta anche “del Molinello”; la “Rolecca” ove trovasi ancora oggi il pozzo.) Questa porta è chiamata così perché si affacciava sulla spiaggia dove per molti secoli si trovavano le saline, monopolio della Famiglia Doria.

Entrando insieme da questo storico varco, sul quale possiamo ammirare la raffigurazione pittorica del quadretto bizantino donato dalla Madonna ai Rapallini quando apparve sul Montallegro il 2 luglio 1557, iniziamo a scorgere l’antico borgo dei pescatori, il “Centro Storico”. Quasi fosse un mondo diverso da quello visto sinora, ci immergiamo tra case alte e strette e i “caruggi” di negozi e antiche botteghe. Attraversiamo poi, il mercato della frutta e verdura ove ancor oggi scendono dalle colline i contadini coi loro prodotti. Qui bisognerebbe evitare di guardare le vetrine e sbirciare invece tra i vicoli e i portoni dove si possono ammirare antiche raffigurazione della Vergine Maria, eseguite sui materiali più diversi, esposte sulle case in segno di devozione e gli antichi portali in pietra. L’antico borgo merita di essere percorso tutto, ma senz’altro, verso levante quando s’incontrano i vecchi portici, bisogna fermarsi un attimo per respirare l’ atmosfera medioevale. (Un suggerimento da Rapallina… lì, sotto i portici troverete uno dei più antichi forni dove consiglio fare un po’ di coda, attendere la focaccia calda e gustarsela, poiché è una delle poche preparata ancora… come una volta.) Verso monte invece, Rapallo, si sviluppa in una zona pianeggiante racchiusa tra i due principali torrenti, il Bogo, attuale Boate, e il San Francesco. Qui, prima dell’avvento dell’ autostrada, si sdraiavano al sole, solo splendidi orti, oggi zona popolosa che ha risentito dell’edificazione degli anni ’60 (voglio sottolineare però, esattamente come avvenne in quegli anni, in ogni città, anche se qualcuno la chiamò erroneamente solo “Rapallizazione”) Basta comunque percorrere qualche centinaia di metri per immergersi nel verde del Golf… con le sue 18 buche distese tra resti medioevali e verdi colline. …Ancora due parole merita Montallegro che per i Rapallini è stata ed è parte integrante della vita quotidiana. Su questo monte, il 2 luglio 1557 apparve ad un pastore, Giovanni Chichizola, la Santa Vergine Maria. Come segno tangibile della Sua protezione lasciò un quadretto bizantino raffigurante la “ dormizione della Vergine” e fece sgorgare una fonte d’acqua pura. (per chi desidera la storia) Tale Evento segnò in modo indelebile la vita cittadina del Borgo, tanto da inserire sullo stemma del “Communi Rapalli” la “M” di Maria. La Madonna di Montallegro divenne patrona di Rapallo ed ogni anno in Suo onore, dal 23 giugno al 3 di luglio, si svolgono gli atti di devozione e i festeggiamenti in tutti i “sestrieri” in cui è divisa la città. Borzoli (colore-rosso) Cappelletta (colore-arancione) Cerisola (colore-bianco) Costaguta (colore-verde) Seglio (colore-giallo) San Michele (colore-azzurro) Gli eventi principali di questa ricorrenza sono: tre giorni consecutivi di fuochi d’artificio, in cui i sestrieri gareggiano tra loro, sbandieramento della città, e la processione per le vie del vecchio Borgo, dell’arca della Madonna e degli antichi e splendidi Crocefissi lignei. In segno di ringraziamento poi, gli abitanti salgono a piedi, percorrendo la mulattiera del ‘600, a Montallegro ove sorge uno dei più importanti Santuari Mariani. Dal giorno dell’Apparizione la città e i suoi abitanti furono sempre protetti dalla Vergine, come testimoniano i numerosi “ex voto” ( durante l’epidemia di peste solo Rapallo venne preservata da questa sciagura) esposti nel Santuario, e si tramandò di generazione in generazione l’usanza,  come atto dovuto di ringraziamento, della “novena dell’alba”.

Dal 23 giugno, per nove mattine consecutive si sale a piedi sul monte, percorrendo l’antica mulattiera, si parte alle h. 2,30/3 del mattino per recitare il rosario, ascoltare la Santa Messa e chiedere una grazia, ringraziando per quelle ricevute. Non c’è anno che la Madonna non ascolti chi sale con devozione. Per chi non “crede” si consiglia comunque questo percorso, in quanto ci si immerge in uno dei più grandi “lecceti” incontaminati d’Europa. Che cosa dire ancora di Rapallo?! C’è un attrezzato porto turistico al quale anche nel 2007 è stata conferita la Bandiera Blu per la qualità dei servizi (Porto Carlo Riva). C’è poi la cucina, con i suoi piatti poveri ma genuini che si consiglia di gustare nelle trattorie tipiche immerse tra le “fasce” della collina. Troppo ci sarebbe ancora da raccontare di bellezze celate agli occhi dei più…

Una curiosità: si chiamano “Rapallini” coloro che sono nati e vissuti a Rapallo, mentre sono detti “Rapallesi” quelli che abitano a Rapallo, ma sono nati altrove.

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