SERBIA, IL RISCATTO DI UNA NAZIONE

La storia recente della Serbia non è stata facile: prima penalizzata da anni di tirannia, poi sconvolta dalla guerra, quindi bombardata dalla NATO e infine dimenticata. Poi, lentamente, è iniziata la rinascita sociale, economica, politica, e anche turistica. Governo e operatori locali sono impegnati in un comune sforzo, per rilanciare l’offerta turistica Serba, un tempo floridissima. La Serbia torna così ad aprirsi al turismo internazionale, forte di una grande ricchezza naturale e storica, nel cuore della ‘vecchia Europa’.

Situata al centro della ex Jugoslavia, senza sbocchi sul mare, la Serbia può dividersi in tre aree geografiche: una vasta pianura settentrionale, a nord della capitale Belgrado; una zona centrale collinare e di basse montagne (non oltre i 1.500 metri) e infine una parte meridionale montuosa, con la quota massima dei 2.656 metri del Monte Ceravica. E’ un territorio in buona parte integro, con una vasta copertura forestale, tutelato da cinque parchi nazionali. Il rilancio turistico della Serbia passa, prima di tutto, con il riscatto di Belgrado, sia come città d’arte, alla pari delle altre capitali Europee, sia come ‘porta d’ingresso’ al Paese.

Situata in una strategica posizione, alla confluenza dei fiumi Danubio e Sava, Belgrado è una delle più antiche città d’Europa, ricca di storia e di monumenti, piacevolmente costellata di parchi (circa 4mila ettari) e arricchita di spiagge sulle rive dei suoi fiumi. Scrollandosi di dosso il suo recente, tragico passato, oggi Belgrado è una città vivace e attiva: il suo volto “by night” è vivo, pulsante, trendy. Ristoranti, caffé, locali, ritrovi e club affollano il lungofiume e le vie del centro, in una animazione senza sosta. Questa vivacità fa da piacevole contorno alla Belgrado storica, che si può scoprire passeggiando lungo Ulica 7 Julia, ovvero la grande strada ottocentesca, che taglia in due la città vecchia, dominata dalla poderosa mole della Fortezza Kalemegdan, simbolo della città, a poca distanza dalla moschea Bajakli Dzamija, retaggio dell’antica dominazione Ottomana. Poco distante, ecco la cattedrale ortodossa di Saborna Crkva (XIX secolo) e il classico Palazzo del Parlamento. Da non perdere anche la parte bohemienne di Belgrado, Skadarlija, da molti paragonata a Montmartre di Parigi, per la sua atmosfera calda e accogliente.

Per la sua posizione centrale, Belgrado rappresenta l’ideale base di partenza per gite nel resto del Paese, a cominciare dalla pianura settentrionale: la Vojvodina, con il suo capoluogo Novi Sad, una città in riva al Danubio, prettamente Europea, attiva e moderna, nota per il suo intreccio di culture diverse, ospitale e aperta. Novi Sad offre al visitatore un centro storico elegante, arioso, con vaste aree pedonali, dominato dalla cattedrale e dal palazzo del municipio, a poca distanza dalla sinagoga e dalla Chiesa Almaska e con la più bella e frequentata spiaggia del Danubio: lo ‘Strand’. Per ammirare il simbolo della città, si deve però alzare un po’ lo sguardo, fino a incontrare la grandiosa mole della fortezza di Petrovaradin, il cui nome significa ‘La città sulla roccia forte come la fede’. E’ una fortezza tra le più grandi e meglio conservate d’Europa, completata nel 1780 su preesistenti antichissime fortificazioni, estesa su dodici ettari, con quattro piani sotterranei, sedici chilometri di tunnel, tredici porte, con una definizione che dice tutto: ‘La Gibilterra del Danubio’. Un luogo che, da solo, merita il viaggio. Da Novi Sad, è possibile compiere numerose gite ed escursioni, tra storia e natura, con in primo piano il parco nazionale della ‘Montagna Sacra’ di Fruska Gora, con i suoi diciotto antichi monasteri in stile serbo-bizantino, fondati tra il XV e il XVII secolo.

Da non perdere, anche i laghi di Palic e Ludos, le paludi Carska e Obedska, il sabbione di Deliblat e molto altro ancora. Per gli amanti della montagna, e della natura in genere, la Serbia offre infinite possibilità, come l’altopiano e i monti di Zlatibor, nella zona occidentale, ricco di foreste e fiumi, con due coreografici laghi. Da non perdere, in particolare, il Parco Nazionale del Monte Tara e, nella parte orientale, il Parco Nazionale di Derdap, con la famosa gola delle Porte di Ferro sul Danubio.

Un accenno anche alla cucina tipica Serba, gustoso intreccio tra tradizioni culinarie orientali e slave, con notevoli differenze tra le varie regioni.

Infine, dal punto di vista logistico, la Serbia è facilmente raggiungibile, sia in aereo che su strada, mentre per le condizioni di sicurezza, secondo il Ministero degli Esteri Italiano, il Paese è ormai sicuro e tranquillamente visitabile, tranne alcune aree di confine.

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