TRADIZIONE E ARTE, RAVENNA

Tre volte capitale, sede di monumenti riconosciuti quale patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, depositaria della maggior collezione di mosaici del mondo, un territorio comunale vastissimo, inferiore solo a quello di Roma. Questa è Ravenna, capolavoro d’arte, di storia e di cultura tra le più importanti in assoluto. Le sue origini sono incerte, ma sembra probabile che i primi abitanti vivessero su palafitte in una serie di piccole isole, in prossimità della costa adriatica. I Romani la scelsero come sede della flotta militare dell’alto Adriatico, realizzando il porto di Classe. 
La città crebbe presto di importanza. Nel 402 la capitale dell’Impero Romano d’Occidente venne trasferita da Milano a Ravenna, ma questo non impedì la deposizione nel 476 dell’ultimo imperatore, Romolo Augustolo. Divenuta capitale del regno dei Goti, Ravenna ritornò poi sotto il controllo dell’impero d’Oriente che qui stabilì la capitale dell’Esarcato che controllava l’Italia. Caduto l’Esarcato, la città passò sotto il controllo del papa fino all’annessione al Regno d’Italia. La visita della città si snoda tra i monumenti classificati come patrimonio dell’umanità.

Si può iniziare con la suggestione del Mausoleo di Gallia Placidia, poco distante dalle mura. Entrare nel piccolo edificio, fatto costruire dalla sorella dell’imperatore Onorio, significa passare dalla luce del giorno all’incanto della riproduzione dell’atmosfera notturna, generato dalle innumerevoli stelle del mosaico della cupola. A pochi passi dal Mausoleo si trova la basilica paleocristiana di S. Vitale. Agli splendidi mosaici dell’abside si aggiungono gli affreschi barocchi della cupola e un tortuoso labirinto ottagonale sul pavimento di fronte all’altare. Proseguendo verso il centro della città si raggiunge il Battistero degli Ariani, a fianco della chiesa dello Spirito Santo, un tempo cattedrale degli Ariani, seguaci di un’eresia cristiana diffusa tra il III e il VII secolo tra le popolazioni barbariche e religione ufficiale della corte di Teodorico. La cupola conserva un bel mosaico che rappresenta il battesimo di Cristo secondo il rito ariano. Lungo la via di Roma sorge la basilica di Sant’Apollinare Nuovo, eretta nel VI secolo. La splendida sequenza dei mosaici della basilica, realizzati nel tipico stile bizantino, è la più vasta superficie musiva che sia giunta a noi dall’antichità. Più in centro, dietro il Duomo, si trovano il Battistero Neoniano e la Cappella Arcivescovile. Il Battistero Neoniano, risalente alla fine del IV secolo o all’inizio del V è il più antico dei monumenti ravennati. Semplice nella sua struttura, è decorato con mosaici di influenza ellenico – romana e conserva al centro una vasca ottagonale di marmo e porfido.

La Cappella Arcivescovile (o di S. Andrea), costruita per il re Teodorico, è rivestita di marmo nella parte inferiore e ricoperta di mosaici rappresentanti la glorificazione di Cristo in quella superiore. Proseguendo verso nord, appena oltre la cinta ferroviaria, si arriva al Mausoleo di Teodorico, voluto dallo stesso re come propria tomba. La struttura, interamente in pietra, contiene una vasca di porfido che presumibilmente era il luogo di sepoltura del monarca, le cui spoglie però vennero rimosse durante il dominio bizantino.

A circa 5 chilometri dal centro cittadino, verso sud, sorge la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, costruita a metà del VI secolo, ornata di splendidi mosaici nell’abside e nelle navate e abbellita dai sarcofagi degli antichi arcivescovi lungo le navate laterali. Quando la chiesa venne realizzata la località era in riva al mare, ora distante qualche chilometro. Accanto alla basilica si trova infatti il complesso archeologico del porto romano di Classe, ormai completamente interrato. Una visita a Ravenna non sarebbe però completa senza una sosta alla tomba di Dante Alighieri, sepolto a fianco della basilica di San Francesco non lontana dal Battistero Neoniano. Anche al visitatore più frettoloso Ravenna mostra quindi il suo volto di città romana, gota, bizantina, medioevale e naturalmente anche contemporanea, ricca di eventi culturali che ne accrescono il prestigio internazionale.

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