TRADIZIONE E PASSIONE

Una vacanza in Abruzzo è una gioia per i sensi. Il suo litorale è variegato: al nord basso sabbioso, diventa roccioso e frastagliato scendendo più a sud. Martinsicuro, Alba Adraiatica, Tortoreto e Silvi Marina offrono le strutture più nuove e funzionali; a sud invece troviamo calette immerse tra ginestre e vigneti, e poi ampie spiagge aperte. Una vacanza al mare in Abruzzo è tranquilla e adatta a tutta la famiglia; gli amanti degli sport acquatici potranno trovare zone adatte a vela, windsurf, pesca e canoa.

D’inverno in Abruzzo aprono gli impianti migliori, le piste più larghe e divertenti di tutto l’Appennino; si possono praticare lo snowboard, lo sci-alpinismo, lo snowrafting, lo slittino, lo sled-dog, oltre naturalmente allo sci da discesa e di fondo, in impianti moderni e all’avanguardia. Anche in estate le montagne abruzzesi offrono stupendi paesaggi, pareti di roccia e foreste, natura incontaminata nei parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d’Abruzzo, al Parco Regionale Sirente-Velino, e in una fitta rete di riserve naturali regionali e statali e di oasi gestite dalle associazioni ambientaliste.

La vetta più alta è la cima del Gran Sasso (2912 m), ai piedi del quale si estende l’unico ghiacciaio dell’Appennino, il più meridionale d’Europa. Di grande valore naturalistico sono i laghi di Serranella e di Penne, dove sostano molte specie rare di uccelli. L’Abruzzo ospita l’orso marsicano, preziosissimo plantigrado che è presente in piccoli nuclei, molto difficile da osservare, come anche il lupo, altro illustre abitante di questi monti. Rare sono anche la lince e la lontra, che popolano la Majella. Più facili da osservare i classici animali del bosco; notevole la presenza di rapaci diurni e notturni. Il patrimonio artistico e storico della regione è notevole.

Chiese romaniche e castelli, necropoli, musei, borghi fortificati, aree archeologiche come Amiternum, Alba Fucens, Campovalano, Juvanum e Alfedena. Le antiche strade di Scanno,il museo Archeologico Nazionale di Chieti, Rocca Calascio e poi i centri storici di Atri, Sulmona, la Fortezza di Civitella del Tronto sono assolutamente da non perdere. A Chieti sono visibili i resti della Teate romana, come il teatro romano e le terme. Origini antichissime ha poi la cattedrale di S. Giustino. Pescara ci presenta interessanti architetture moderne; a Teramo invece ci sono notevoli esempi di edifici sacri, come la Cattedrale dell’Assunta e di S.Berardo.

A L’Aquila spiccano i monumenti medievali, come la fontana delle 99 cannelle, che ricorda la fondazione della città, e la chiesa romanica di S.Maria di Collemaggio. La più importante manifestazione storica e culturale abruzzese è la Perdonanza Celestiniana, che si svolge a L’Aquila per ricordare la Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò alla fine di settembre del 1294. La Bolla della Perdonanza è conservata gelosamente nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale. Poco prima dell’apertura della porta santa della Basilica da parte di un cardinale, il sindaco legge il testo della Bolla. L’apertura della Porta Santa è preceduta da un lungo corteo storico. La tradizione enogastronomica abruzzese è varia e ricca di cibi sostanziosi. Prodotti tipici: tra i formaggi spiccano il pecorino, ricotta di pecora, caciocavallo e giuncatina, olio extravergine di oliva, salsicce di vario tipo, capicollo (lonza); la ventricina, specialità del lancianecianese e la coppa. 
Ed ecco i piatti: maccheroni alla chitarra, timballo, Virtù, un piatto tipico che le donne preparano il primo maggio, composto da sette tipi di legumi secchi (i resti delle provviste dell’inverno), sette tipi di legumi freschi e sette tipi di verdure, sette qualità di carne, sette forme di pasta, sette condimenti, sette ore di cottura; minestre con ceci, lenticchie, cicerchia o fagioli, minestra di farro, sarde e alici in padella, crostacei ma soprattutto brodetto, una saporita zuppa di pesce; tra la carne, il piatto forte è l’agnello, cucinato in mille modi. Una citazione particolare va riservata allo Zafferano di Navelli, in provincia dell’Aquila, e al tartufo d’Abruzzo. Lo Zafferano è una delle spezie più usate nella cucina italiana. Il suo arrivo in Italia avvenne nel 1300 ad opera di Domenico Santucci, un padre domenicano che conobbe la preziosa spezia in Spagna. L’area di produzione è la Piana di Navelli che è un territorio grande circa 8 ettari, situato a 700 metri d’altitudine e compreso tra i paesi aquilani di Civitaretenga, Caporciano, San Pio delle Camere e Prata d’Ansidonia. Per ottenere un chilo di zafferano occorrono ben 200mila fiori. 
La raccolta avviene nei 15 giorni del periodo di fioritura e viene fatta ancora dalle sapienti mani delle donne di questi paesi; dai fiori vengono poi estratti gli stimmi dall’intenso colore arancione.

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